Nel paese in cui si fanno decreti legge per ammettere liste elettorali presentate a termine scaduto, dove corruzione e degrado morale sono ormai talmente diffusi da non suscitare più scandalo tra l'opinione pubblica, l'unico comportamento non tollerato è la bestemmia.
Bestemmiare è riprovevole, ma mi sembra che ormai si sia arrivati all'ipocrisia totale: basta accendere la tv e si potranno vedere e sentire volgarità, insulti gratuiti di ogni tipo contro persone e istituzioni, ma l'unica coportamento che viene sanzionato senza mezze misure è la bestemmia, come se il resto niente fosse.
Adesso, quasi a voler fare da contraltare al crecendo del degrado morale che divora il paese, si è deciso di estirpare con norme estremamente severe gli spergiuri di carattere religioso dai campi da calcio.
Ovviamente, dire "porco diaz" o "zio porco" o altre varianti del genere sarà ammesso, purché non ci si riferisca direttamente al Creatore. Che poi il riferimento sia indiretto non sembra essere cosa rilevante, l'importante è far vedere che la religione viene rispettata. Quella sì, al resto si penserà dopo. Anzi, al resto non si penserà proprio.
NOTA A MARGINE:
Avevo quasi finito il post quando ho appreso un fatto che, da tifoso, mi ha fatto andare su tutte le furie. Lo integro come nota a margine a completamento di quanto sopra esposto. 
Domenico Di Carlo (allenatore del Chievo) squalificato per una bestemmia pronunciata in campo, sentita da arbitro, panchina, e magari da un paio di giocatori. Episodio non trasmesso in tv, né riportato sui giornali, fino alla notizia del provvedimento. Basta vedere una puntata di Controcampo per capire che anche in questo caso a trionfare è l'ipocrisia.



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