Le immagini, e meglio ancora le immagini in movimento, hanno una forza espressiva immediata molto superiore alla parola scritta. E' infatti più semplice fissare nella memoria un'immagine, piuttosto che una frase o un discorso. Inoltre, un'immagine o più immagini in movimento possono trasmettere molti messaggi e significati contemporaneamente che, nella stragrande maggioranza dei casi, non vengono compresi razionalmente dall'osservatore ma piuttosto "subiti" a livello inconscio.
Video
Perché questa riflessione? Perché permette di capire cosa sta sotto alle recenti dichiarazioni del Ministro dell'Interno Maroni, in merito alla diffusione del filmato shock dell'omicidio per strada a Napoli:
"Io quel video non l'avrei trasmesso", ha detto il ministro. "Sono immagini scioccanti: hanno dato l'idea di una città, Napoli, ben diversa dalla realtà. Purtroppo c'è anche il crimine, ma la città è certamente diversa".
(da reuters.it)
Ad una prima lettura, potrebbe anche sembrare un'affermazione condivisibile, ma il fatto che Maroni (Lega Nord) si preoccupi di difendere l'immagine di Napoli con tanta convinzione dovrebbe suscitare da subito qualche sospetto.
A questo punto occorre fare una premessa: al Ministro, come a molti altri esponenti dell'attuale governo è impossibile negare il merito di conoscere molto bene i meccanismi della comunicazione, compreso quello spiegato all'inizio di questo post.
Maroni sa infatti benissimo che quel video trasmesso sulle reti nazionali in prima serata è molto peggio di qualsiasi critica o iniziativa di protesta dell'opposizione, perché a differenza di queste ultime il filmato condensa in pochi secondi una serie di "messaggi" che mai vorrebbe fossero veicolati ai suoi elettori, ancor più senza che questi se ne rendano conto.
In particolare, il video è la rappresentazione perfetta del fallimento delle politiche della cosiddetta "sicurezza", tema sul quale il governo raccoglie moltissimi consensi. Inoltre, trattandosi di un filmato scioccante, la sensazione di "sicurezza" che gli esponenti dell'esecutivo hanno creato nei loro elettori vacilla immediatamente, mentre si fa strada, più o meno consapevolmente, un piccolo scompenso interiore a coloro che fino a 5 minuti prima erano convinti che l'unico problema del paese fossero gli immigrati.
Eh già, gli immigrati. Ed è da qui che per Maroni le cose si fanno ancora più complicate, perché per una volta non sono stati i soliti rumeni a fare il morto, ma un italiano. Il che complica le cose, perché nell'immaginario collettivo i crimini violenti come quello di Napoli non sono mai commessi da italiani, e perché degli omicidi di stampo mafioso se ne parla sempre poco, come se fossero cose appartenenti ad uno stato straniero.
Riassumendo, i due "messaggi" che passano, e che Maroni avrebbe voluto evitare sono:
1) Il governo racconta frottole quando fa credere che grazie a loro in Italia siamo più sicuri
2) Il problema della sicurezza non è determinato solo dagli immigrati, ma in misura almeno eguale dalla mafia, contro la quale l'esecutivo non sta facendo praticamente nulla.
Se poi qualche elettore leghista ragionasse sul fatto che mentre la centralissima Piazza Brà a Verona è presidiata giorno e notte dall'esercito per "sicurezza" mentre a Napoli la polizia in certi quartieri non entra nemmeno, probabilmente la Lega perderebbe un bel po' di voti alle prossime elezioni nazionali. Ma forse questi sono ragionamenti troppo sofisticati.



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