Esattamente dopo tre mesi, è tempo di tornare in Italia per le vacanze di natale.
Era da anni che aspettavo di andarmene via in Erasmus, e avendo avuto la fortuna di finire nella mia città preferita in assoluto, Londra, posso solo dire che aver vissuto qui in questi ultimi tre mesi è stato semplicemente straordinario.
Non si sa per quale motivo l'Erasmus abbia questo nome. Sembra però che faccia riferimento ad Erasmo da Rotterdam, uno dei più grandi umanisti del XV secolo, famoso per aver scritto l'Elogio alla Follia, da cui ho estrapolato questa citazione:
"Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia."
Avevo letto l'Elogio alla Follia diversi anni fa (guarda a caso, finché ero in Inghilterra...) ma solo ora ho realizzato quanto fosse così diretto e chiaro il suo collegamento con l'Erasmus. Era davvero da molto tempo che non ero così in pace con me stesso, e mai avevo potuto disporre di una simile indipendenza. Finalmente, ho provato il piacere pervasivo di avere libertà assoluta, tenendo in pugno la mia vita, libero da qualsiasi condizionamento.
Molte cose sono state diverse da come me le aspettavo, alcune in meglio, altre in peggio. Tuttavia, gli aspetti negativi mi sono stati utili almeno quanto quelli positivi e, in fondo, penso che sia stato un bene che ci siano state alcune cose che mi hanno lasciato deluso. Questo mi ha permesso di aprire gli occhi, così saprò cosa dovrò fare la prossima volta che ripartirò per un lungo periodo, sperando che ciò accada presto.
E anche questo, è maledettamente folle.
domenica 19 dicembre 2010
Time to go home
mercoledì 29 settembre 2010
Garantismo
OGGETTO LEGALE: Truffa (60 miliardi di dollari)
DURATA DELL'ITER (arresto/sentenza): 6 MESI
CONDANNA: 150 ANNI di carcere. Attualmente in carcere.
CALISTO TANZI (ITALIA)OGGETTO LEGALE: Truffa (14 miliardi di euro)
DURATA DELL'ITER (arresto/sentenza): 60 MESI
CONDANNA: 10 ANNI di carcere in primo grado, ora mancano ancora due gradi di giudizio. Attualmente non in carcere.
SERGIO CRAGNOTTI (ITALIA)OGGETTO LEGALE: Bancarotta fraudolenta
DURATA DELL'ITER (arresto/sentenza): In corso dal 2004.
CONDANNA: Non ancora comminata. Attualmente non in carcere.
E il parlamento italiano applaude. Read more...
giovedì 9 settembre 2010
Minzolini, l'informazione del futuro oggi
«Minzolini è un giornalista di punta, un innovatore, con pregi e difetti degli innovatori»
Mauro Masi - Direttore Generale Rai, 30 agosto 2010

Una volta tanto, non posso che concordare con Masi: Minzolini è senza dubbio uno dei più grandi innovatori del giornalismo in circolazione.
I suoi discussi editoriali rappresentano un'assoluta novità per il giornalismo televisivo italiano e penso che vi siano pochi esempi simili anche prendendo in considerazione i telegiornali delle maggiori reti pubbliche occidentali.
Gli editoriali di Minzolini, piaccia o no, sono un'anticipazione del giornalismo televisivo del futuro, che nel tempo si muoverà sempre più in questa direzione. I telegiornali non dovranno farsi carico di dare le notizie in modo completo e imparziale, cosa che in questo paese non viene fatta da tempo e che ormai nessuno nemmeno si aspetta. I telegiornali del futuro, esattamente come quello di Minzolini, non si limiteranno riferire le notizie, ma forniranno anche la "corretta interpretazione" delle stesse.
Gli editoriali di Minzolini servono esattamente a questo: a spiegare al telespettatore il vero significato delle notizie appena date, e le relative implicazioni. In tal senso, l'editoriale Minzoliniano sfrutta appieno la principale caratteristica del mezzo televisivo: l'unilateralità.
Il tg1 non chiede agli spettatori di formarsi un'opinione, perché è Minzolini che, interrompendo il flusso delle notizie prime time, spiega come leggere i fatti più rilevanti per il paese.
Minzolini dimostra quindi di essere capace di sfruttare appieno le potenzialità del mezzo televisivo, il mass media che più di ogni altro è capace di offuscare le menti e indebolire la capacità critica. Il giornalismo del futuro non metterà al centro la notizia, ma la sua interpretazione; la differenza sostanziale con il presente, è che quest'ultima non sarà più una prerogativa degli spettatori.
Questo, Minzolini l'ha capito meglio di chiunque altro.
sabato 19 giugno 2010
Questione di Principio
Dedico questa nota a tutti coloro che ogni tanto sono costretti a sorbirsi ore di lamentele, imprecazioni e geremiadi da parte del sottoscritto, che come giustificazione a tale comportamento spesso si limita a dichiarare: "E' una questione di principio".
In questo post mi occuperò di descrivere sinteticamente cosa intendo per "questione di principio" e darò utili indicazioni sul comportamento da tenere nei miei confronti per coloro che hanno la sventura di trovarsi nelle mie vicinanze mentre sbraito alle prese con una di tali questioni.
Innanzitutto, la "questione di principio" nasce in presenza di un avvenimento, apparentemente insignificante, che ha però l'effetto di scatenare la mia ira anche per diverse ore, senza alcuna possbilità di placarla.
Ciò si verifica perché il suddetto avvenimento rappresenta per me una sorta di "epiphany" Joycesiana a connotazione estremamente negativa. Per chi non se ne intende di letteratura anglossassone, l'epiphany è un profondo riconoscimento di significato scatenato da un evento, immagine, idea, o combinazione di questi elementi.
Nel mio caso, l'avvenimento apparentemente insignificante scatena una reazione iraconda dovuta al fatto che esso mi palesa, tutto ad un tratto:
1) L'insensatezza del sistema che mi circonda rispetto al mancato compimento di una catena di cause-effetto del tutto razionali, a causa di comportamenti irrazionali da parte degli agenti del sistema.
2) Un profondo e insanabile contrasto tra i miei valori e quelli del sistema.
3) L'impossibilità da parte mia di far fronte ai due punti precendenti alle condizioni del sistema al momento in cui scatta la "questione di principio".
Pertanto, ecco alcuni consigli su come trattarmi quando sono alle prese con una questione di principio:
1) Darmi ragione.
2) Convicermi che ho ragione.
3) Non tenatare di farmi cambiare idea.
4) Non evidenziare che l'avvenimento scatenante è poco rilevante/irrilevante.
5) Assecondare tutto quello che dico fingendosi convinti della veridicità assuluta di ogni mia affermazione.
6) Portarmi a bere qualcosa di forte.
Per ora è tutto. Ho scritto questo post perché stamattina sono alle prese con una "questione di principio", pertanto tenete presente tutto quello che c'é scritto se mi vedete in giro prossimamente!
domenica 2 maggio 2010
Caro elettore del Pdl, ora ti spiego perché Fini è più a destra di te
Non ne posso davvero più di sentire continuamente sostenitori del Pdl uscirsene con discorsi del tipo “Fini è più a sinistra del Pd” oppure “Fini ha tradito i suoi ideali” o ancora “Fini non è coerente”. Affermazioni di questo tipo semplicemente non sono vere, e tra poche righe spiegherò il perché.
Il vero problema di questo paese è che ormai gli elettori di “centrodestra”, dopo 15 anni di leadership berlusconiana, non riescono a capire nemmeno che le posizioni di Fini sono perfettamente in linea con quelle di tutti i leader di centrodestra del resto d’Europa, mentre le idee e le politiche di Berlusconi non lo sono affatto.
Un esempio? Berlusconi si proclama liberale. I suoi elettori sono convinti che lo sia e lo votano per questo. Il fatto è che Berlusconi liberale non lo è affatto, e sfido chiunque a farmi 5 esempi di politiche liberali in senso stretto adottate da Berlusconi. Se Berlusconi fosse davvero liberale, dovrebbe battersi per abolire tutti gli ordini e le corporazioni più o meno strutturate che ci sono in questo paese, che paralizzano il mercato e rallentano la mobilità sociale, ovvero ciò che ogni repubblicano americano, conservatore inglese, liberalconservatore tedesco si impegnerebbe a combattere. Invece? Vi risulta che Berlusconi abbia mai detto una parola per combattere la casta dei notai? Per abolire l’ordine dei giornalisti? Per liberalizzare qualche mercato, per esempio quello dei medicinali di base? Per lasciare maggiore discrezionalità negli orari di apertura delle attività commerciali, oggetto di una regolamentazione che nulla ha a che fare con il libero mercato*? Le uniche liberalizzazioni in senso stretto che questo paese ha conosciuto negli ultimi 10 anni ha tentato di farle Bersani con il governo di centrosinistra. Sì, caro elettore del pdl, ti svelo una profonda verità, liberalizzare ad esempio le licenze dei taxi è una politica tipicamente di destra liberale. In tutto il mondo occidentale sono i governi di centrodestra ad adottare queste politiche, ma nel nostro non è così. In questo paese, gli unici che hanno tentato di fare liberalizzazioni di destra sono stati, come li chiami tu, i comunisti. Non sei d’accordo? Dimostrami il contrario!
Il fatto che nemmeno gli elettori di centrodestra siano ormai incapaci di capire che le politiche adottate da Berlusconi non hanno nulla a che fare né con il liberismo né con il conservatorismo, e che in questo paese si arrivi a paradossi come quello descritto sopra, spiega la decisa presa di posizione di Fini, che è probabilmente l’unico vero politico di centrodestra rimasto in questo paese.
“È eretico dire che io non mi ci ritrovo nei valori del Ppe, del rispetto della dignità umana quando sento dire che i medici devono fare la spia, che quando un immigrato clandestino va in ospedale deve essere segnalato ai carabinieri?”.
Caro elettore del Pdl, mi puoi spiegare perché se Fini dice una frase del genere significa che vuole aprire le porte del paese agli extracomunitari? Mi spieghi perché una frase del genere dovrebbe essere in contrasto con la Bossi-Fini, che Fini stesso avrebbe rinnegato? Il Ppe, se non lo sai, è il partito di centrodestra del parlamento europeo, al quale il Pdl appartiene. Adesso, non mi sembra che Sarkozy o la Merkel siano particolarmente propensi ad accettare clandestini, eppure né in Francia e in Germania esiste una legge come quella varata in Italia, perché in quei paesi, i partiti di centrodestra si ispirano veramente alle loro radici cattoliche, e sarebbero criticati dal loro stesso elettorato se adottassero provvedimenti del genere. Fini è ancora assolutamente convinto della legge che porta anche il suo nome, ma evidentemente ritiene che spingere clandestini a non presentarsi in ospedale, anche se affetti da gravi malattie contagiose, potrebbe non essere nell’interesse degli italiani. Inoltre, Fini ritiene che gli immigrati regolari dovrebbero essere integrati, non ghettizzati, perché in questo modo non sarebbe la loro cultura a “invaderci”, come sostiene la Lega, ma sarebbero loro ad uniformarsi alla nostra.
Caro elettore del Pdl, far entrare un certo numero di immigrati ogni anno, farli lavorare e integrarli nel senso appena descritto, è un politica di centrodestra, ed è esattamente quello che viene fatto per esempio in Germania.
“Io dico che un grande partito nazionale per il 150esimo dell’Unità le risorse le trova perché quando Bossi chiede le risorse per altre questioni le risorse si trovano. Allora non credo di essere io l’eretico se dico che così l’identità rischia di affievolirsi”.
Caro elettore del Pdl, devi sapere che in tutta Europa i partiti di centrodestra sono particolarmente attaccati alle ricorrenze nazionali, accaniti sostenitori dell’unità dello Stato. Se Fini si lamenta perché il Pdl sembra snobbare non solo il 150 anni dell’Unità, ma proprio l’unità stessa dello Stato, lo fa solo perché è veramente di centrodestra.
“Si legge che quando si ipotizzava la prescrizione breve ci sarebbero stati 600mila processi cancellati dalla sera alla mattina, un’amnistia mascherata. Ma mi spieghi che significa tutela della legalità, riforma della giustizia, lotta alla magistratura politicizzata se poi passano questi messaggi? Questo è dibattito politico, questa è la diversità culturale”.
Caro elettore del Pdl, come dice Fini, sì, è diversità culturale, perché se tu fossi veramente di centrodestra non potresti accettare una cosa del genere, dato che dovresti essere un sostenitore della legalità e della certezza delle pene. Quando Berlusconi critica sceneggiati e libri sulla mafia, dovresti invece scandalizzarti, sapendo che Berlusconi stesso è capacissimo di abbattere qualunque avversario influenzando la cultura popolare tramite i media.
Caro elettore del Pdl, alla luce di tutto ciò, la prossima volta che ti passa per la testa di criticare Fini, almeno fammi il piacere di pensarci due volte.




